Bàmako, rovente città situata nel cuore del Sahel, lunga
striscia di terre aride e roventi localizzata a sud del Sahara. Bamako,
capitale del Mali, dove brulicano oltre un milione di abitanti. Le aride
e avare terre invogliano i paesani ad abbandonare tutto per 'fare fortuna'
in città. Ormai, un malieno su dieci abita qui, ma è possibile
fare fortuna? Il centro commerciale è caotico più che mai:
rumorosi e inquinanti motorini si divincolano, tra le vecchie auto e i
pulmini trasformati in economici, roventi mezzi di trasporto pubblici.
La città brulica di micro-commercianti: chi vende banane, chi calzini
da uomo, chi pile, chi scampoli di tessuti. I più fortunati
hanno una rudimentale bancarella nelle affollatissime, nauseabonte, polverose
zone di mercato. Scarpe e magliette, pentole e radioline sono in qualche
modo esposte. I marciapiedi del centro sono invasi da altri micro-commercianti:
chi vende bibite fresche, chi sacchettini di limoni o di datteri, chi fazzoletti
e asciugamani.
Insomma, ci si dà da fare, si deve pur approfittare della presenza
di tutta questa gente!
I quartieri popolari non hanno niente a che fare con i quartieri 'popolari' delle città italiane! Le strade sono sterrate, polverosissime. Le case, molto modeste, piano terra, sono fatte di mattoni di cemento. Le fognature non esistono, e quando ci sono, sono a cielo aperto. Durante la lunga stagione secca (da Ottobre a Maggio) vi si accumulano la spazzatura e liquami vomitevoli. Spesso i bambini ci giocano dentro. E già, i bambini. Numerosissimi, nonostante le campagne di sensibilizzazione. Pensate, la metà della popolazione è al di sotto dei 14 anni. Bambini, troppo spesso vestiti di stracci, scalzi, la pelle sfigurata da cicatrici. Troppo spesso abbandonati a se stessi, senza alcun diritto, senza educazione; troppo spesso scaraventati sulle strade per raccogliere elemosine e giocare con carcasse di pneumatici.
Ma ci sono anche i quartieri 'bene'; alcuni funzionari, dei commercianti, alcuni industriali, 'ci sono riusciti'. Hanno a disposizione una bella casa, i loro figli vanno alle buone e stimate scuole cattoliche, hanno a disposizione una macchina decente. Ma questa è una piccola minoranza ... che troppo spesso sfrutta i più poveri e corrompe senza scrupoli i superiori, pur di avere favori e privilegi.
Bamako, centinaia di europei che dànno una mano a questo povero
paese. Quanto povero? Entrate pro capite medie annue: 250 dollari, circa
475.000 lire. Quanto povero? sessanta per cento della popolazione
vive con un dollaro al giorno o meno, quanto basta per mangiare un po'
di riso e comprarsi un mango, quando è la stagione. Nient'altro.
Gli europei dirigono e gestiscono progetti di sviluppo. Le agenzie sono
numerose; chi si concentra su progetti agricoli, chi su progetti educativi,
chi costruisce e gestisce dispensari e cliniche rurali, chi offre micro-crediti
per avviare micro progetti, chi costruisce pozzi e micro-dighe nelle campagne.
ADRA Mali è attiva fin dal 1987 ed è attiva in alcuni di
questi settori.
Bamako, una città che si estende per una quindicina di kilometri,
lungo le generose rive del Niger, che la taglia in due. Solo due ponti
(immaginate la congestione del traffico) uniscono la città.
Sulle abbondanti acque non è facile vedere dei pescatori lanciare
le loro reti dalle piroghe. Il pesce non manca.
La città è unita a Dakar (1.200 km), capitale del Senegal,
grazie alla ferrovia. Vecchie, sovraffollate carrozze arroventate trasporato
persone e merci. Il treno gioca un ruolo molto importante.
Bamako, la musulmana. Attorno alla moschea centrale, migliaia di fedeli
si ritrovano il venerdi per la preghiera. Moschee ben più modeste
si trovano in tutti i quartieri. I muezzin chiamano fedelmente alla preghiera,
cinque volte al giorno. Impossibile non sentire gli appelli lanciati ormai
da potenti megafoni ...
Anche sui marciapiedi, gli uomini si fermano e, su un rudimentale tappetino,
offrono le loro rituali preghiere. La gran parte dei musulmani non conosce
il Corano, ma vive di semplici e importanti tradizioni: la salat (preghiera);
la zakat (le offerte); il ramadan, sacro mese che si conclude con una grande
festa; il tabaski, altra grande festa durante la quale, per commemorare
il tentato sacrificio di Isacco, si immola una capra, la si fa cuocere
sulla legna e la si mangia con gli amici e i parenti.
I cristiani sono una piccola minoranza: non manca nessuno. Cattolici, evangelici, pentecostali e avventisti coabitano serenamente. Non mancano neanche i testimoni di Geova. Il Mali, nonostante la forte presenza musulmana, è un paese laico, e le minoranze cristiane sono ben tollerate, a condizione che non si attacchi e aggredisca l'Islam! Non lo nascondiamo, siamo tutti qua per evangelizzare. Certo, le conversioni dei musulmani sono rare. Non è facile per un musulmano diventare cristiano. Le pressioni sociali sono enormi. Ma il Signore è all'opera e anche la chiesa avventista di Bamako sta crescendo.
Gli uffici della Missione e di ADRA, cosi come la chiesa, sono situati nel quartiere di Daoudabougou ('villaggio di Davide'). Non manca un bel battistero esterno, in pietra. Generosi alberi, che miracolosamente resistono alla siccità, offrono un'ombra preziosa.
Sì, Bamako, affollata, attiva, caotica, inquinata, in piena espansione,
pronta a vendere sogni. Ma la vita nei villaggi? Come vivono gli altri
nove milioni di malieni? Desolé, questa è un'altra storia.
David Ferraro
Missione Avventista in Mali