RECENSIONE

Si è svolto con successo a Kos la 2nd International Conference
on Hazards and modern Heritage, nei giorni 2-3-4 Ottobre 2005, promosso dal
Centro Intrnazionale per
IL Congresso è
stato patrocinato da prestigiosi organismi istituzionali Greci e stranieri, tra
cui il Cultural Heritage Center dell’UNESCO,
Al congresso hanno preso parte studiosi provenienti dai seguenti paesi:
Grecia, Slovenia, Tourchia, Repubblica Ceca, Romania, Belgio, Inghilterra,
Syria, Spagna, Brasilia, Uruguay, Italia, Egytto, Bosnia.
L’ inaugurazione del congresso è
stata fatta dal Sindaco di Kos, Dr Miltiadis Fakkos. Hanno salutato i presenti durante la cerimonia di apertura
il presidente della Federazione CICOP, Prof. Arch. Miguel Angel Matràn, docente
dell’Università di Tenerife (Spagna), la vice presidente della
Federazione e presidente della sezione italiana CICOP, Prof.ssa Arch. Nina
Avramidou, la direttrice dell’Istituto degli Studi archeologici dell’Egeo del
Ministero della Cultura Greco, archeologo Aghelikì Gianikourì, la
preside dell’ Università dell’ Egeo in Dodecaneso (settore pedagogia) Dott.ssa Hrisì Vitsilakì, il presidente
dell’ Ordine degli architetti e ingegneri del Dodecaneso, Arch. Panagiotis
Veneris e il Consigliere Regionale del Dodecaneso Maria Toulanda – Parissidou,
che ha letto il caloroso saluto del Prefetto
ai presenti, in cui si lodava
l’iniziativa culturale volta alla salvaguardia del patrimonio culturale ed in
particolare del patrimonio edificato.
I saluti inaugurali del Direttore del Cultural Heritage Center dell’UNESCO
Arch. Francesco Bandarin e quello del Direttore generale dell’ UNESCO dott. Koïchiro Matsura (testi riportati interamente sul sito internet del
CICOP) e negli atti congressuali del 1° (che si è svolto a Rodi nel 2002) e del 2° Congresso Ç&mÇ, rimarcavano come iniziative di questo tipo sono in linea con le attività
più recenti e quelle programmate dall’UNESCO per la salvaguardia del
patrimonio architettonico moderno ed in particolare quello coloniale (partagé)
e si auguravano che il CICOP prosegua le sue attività in questa
direzione collaborando strettamente con l’UNESCO.
I temi trattati riguardavano essenzialmente: Le calamità
naturali, I rischi
derivanti da azioni umane, Le tecniche di valutazione e gestione
dei rischi, Le tecniche di
recupero del degrado/danno, La conoscenza e sensibilizzazione dell’utenza
verso il valore sociale del patrimonio culturale, Il patrimonio
architettonico (partagé) nel
mondo, Il patrimonio culturale intangibile, L’ archeologia degli
architetti del 20° secolo, La protezione e il recupero dei luoghi
archeologici.
Particolare successo ha riscosso il tema riguardante gli sforzi degli
studiosi per la protezione e valorizzazione del patrimonio archeologico che ha
visto una massiccia partecipazione da molte
città greche, Atene, Salonicco,
Patrasso, Kreta, Rodi, Kos, ed anche Italiane, nonché dai paesi del
medioriente (Turchia, Siria ). Alle suddette esposizioni erano presenti
il Ministro dell’ Egeo, Aristotele Pavlidis e i Sindaci dei comuni di Kos.
I lavori di protezione eseguiti nella necropoli dell’ Antica Elefterna, distinti
per la discrezione operativa ed il rispetto dei siti archeologici, sono stati
presentati dettagliatamente dal Prof. Nikos Stampolidis, Professore nell’
Università di Kreta e direttore
del museo dell’ Arte Cicladica di Atene.
L’esposizione della dott. Aggelikì
Giannikourì, direttrice dell’ Istituto Archeologico dell’ Egeo, ha evidenziato
con chiarezza la ricchezza del patrimonio archeologico dell’ isola di Kos e gli
sforzi volti alla sua rivalorizzazione e protezione, sforzi programmati con
cura a medio e lungo termine.
Tutte le conflittualità emergenti in seguito ad interventi
realizzabili in zone archeologiche, come la per la ricostruzione dell’antica
Via Egnatia, (in corso di esecuzione da alcuni anni) sono stati esposti in
dettaglio dal Prof. Ing. Georgios Penelis dell’ Università Aristoteleion
di Salonicco, responsabile di questo
progetto.
Le problematiche connesse a questo importante tema, divengono drammatiche
in paesi come
Sono stati trattati a fondo temi che riguardano le problematiche
cimiteriali di complessi monumentali insigni, come quelli del 1° Cimitero Monumentale
di Atene, esposti dagli Architetti Maria Daniil e Giorgio Poulimeno, cimitero
che oggi è divenuto un vero e
proprio museo all’aperto; l’ottocentesco
Cimitero Monumentale di S. Cataldo a Modena, attorno alle cui vicissitudini progettuali e
realizzative, durate quasi tre secoli, si è sviluppato il dibattito
internazionale sull’architettura dei cimiteri, è stato presentato dalla Prof.ssa Arch. Nina
Avramidou, docente presso la facoltà di Architettura di Firenze.
Oltre alle varie ed interessanti esposizioni riguardanti le tecnologie più
innovative impiegate nel restauro e
nella manutenzione del patrimonio architettonico, ha suscitato grande interesse
l’impiego dell’informatica per la ricostruzione della memoria e forse, si
spera, per l’anastilosi di monumenti insigni, come ad es. il famoso Faro di Alessandria
d’Egitto, presentato dal Dr Mohamed Awad, Direttore del centro ricerche della Biblioteca
di Alessandria.
Diverse comunicazioni hanno trattato le questioni dei rischi cui sono
soggette le architetture del 20° secolo a causa dei terremoti, tra le quali
l’esauriente presentazione dell’ Ing. Panagiotis
Plainis (TEE, GR), dal titolo: ‘‘Lezioni
dal terremoto di Parnitha (Atene) del 1999’’.
In due sezioni tecniche speciali sono stati trattati “L’architettura coloniale italiana in Dodecaneso” e il “Patrimonio
Culturale Intangibile”.
Nella prima sezione, il Prof. Arch. Ezio Godoli, dopo un inquadramento
storico-politico sulla presenza Italiana nel Dodecaneso e sugli avvenimenti politici
e sociali più salienti verificatisi durante l’occupazione Italiana del
Dodecaneso, avvenimenti necessari per l’interpretazione della genesi e delle
trasformazioni successive delle architetture Italiane nelle isole del
Dodecaneso, ha concentrato l’attenzione sulle figure degli Architetti che
maggiormente hanno contribuito alla loro realizzazione: Rodolfo Petracco, Armando
Bernabiti, Florestano di Fausto, Pietro Lombardi. Attraverso studi archivistici,
svolti da lui e collaboratori nell’ambito di programmi di ricerca finanziati dalla
Comunità Europea, presso gli archivi di Rodi e di vari ministeri Italiani,
è stato possibile ricostruire le carriere di questi architetti del
regime fascista fin dai loro studi universitari e i successivi incarichi
professionali e trasferimenti a loro imposti dal regime fascista vigente in
Italia, in paesi occupati del mediterraneo .
Una trattazione analoga, che ha analizzato con altrettanta chiarezza
l’importanza dell’architettura coloniale italiana in Dodecaneso e i fatti
storico-sociali in cui sono maturate, è stata quella dell’Arch. Efi
Anagnostidou, dell’Amm.ne Comunale di Kos,
la quale ha curato anche una mostra dei progetti degli Architetti Italiani che
hanno operato nell’isola di Kos. Le relazioni esposte dai sopraccitati studiosi
saranno tradotte e pubblicate sulla stampa locale, considerato l’acceso
dibattito sollevato recentemente sul tema in Dodecaneso.
Nella stessa sessione la Prof.ssa Avramidou ha esposto aspetti dell’architettura
italiana connessi prevalentemente alle tecnologie di realizzazione, al degrado
attuale e al loro recupero, mentre il Prof. Marco Jodice dell’Università
di Firenze e l’Arch. Benedetta Maio hanno esposto uno studio mirato a
quantificare con strumenti innovativi - come il Project financing il
Dimensionamento del Budget - tempi e costi di recupero e rivalorizzazione degli
edifici coloniali Italiani di Rodi, di proprietà sia pubblica che
privata.
Unanime è stato l’ interesse dei partecipanti per i rischi del
patrimonio coloniale nel mondo ed in
particolare per quello italiano del secolo passato (1912-43) che hanno avuto
osservare da vicino, patrimonio che in gran parte è oggi tutelato dalla
normativa Greca con decreti Presidenziali. Dal punto di vista tecnologico, il
problema della corrosione avanzata delle armature metalliche incorporate nelle
murature portanti, che investe in modo drammatico la totalità degli
edifici coloniali italiani, è stato discusso vivacemente dai
partecipanti ed è stato proposto di organizzare un meeting specifico riguardante
l’individuazione delle soluzioni tecniche più idonee ad affrontarlo.
Nella sessione della cultura intangibile, di particolare interesse sono
stati lo studio sul valore sociale del patrimonio culturale esposto dalla Preside
dell’ Università dell’ Egeo del Dodecaneso (settore pedagogico) Dot.ssa
Chrisi Vitsilaki, e quello di uno studio interdisciplinare volto al recupero
dell’ area abitativa dimessa rodiese denominata Kritikà, il quale è stato coadiuvato anche da una
mostra di disegni e composizioni varie degli studenti e dei ragazzi delle
scuole sperimentali di Rodi. In questo programma hanno collaborato docenti del
settore delle Scienze Sociali dell’Università dell’Egeo, con
responsabile la Prof.ssa Persa Fochiali (Economia dell’ Istruzione) e docenti
del settore dell’Educazione Estetica, con responsabile la Prof.ssa Maria
Savaidou Kampouropoulou (Educazione Artistica ed Apprendimento Creativo).
Durante lo svolgimento del congresso sono stati premiati giovani
ricercatori di vari paesi che hanno presentato al congresso studi apprezzati
per la loro originalità e concretezza. Tra questi, si cita per gli
aspetti innovativi la ricerca svolta dall’ Architetto Fani Reisi, in cui il
fattore degrado è divenuto strumento di recupero, con riferimento al
ricco patrimonio di architetture tradizionali dell’isola di Kalymnos. I premi
sono stati consegnati dall’Ing. Rea Tassiou, vice presidente della società
Ellenica per l’energia Eolica, in una cerimonia che si è tenuta dopo un
suggestivo recital di chitarra classica eseguito dal noto artista Greco, Sig. Giakoumakis
nel teatro del centro culturale del comune del Dikaiou di Kos.
Tra le conclusioni del congresso che sono scaturite dalla discussione finale,
nella quale ha preso parte anche il Sovrintendente onorario alle Antichità
Bizantine del Dodecaneso, dott. Elias Kollias, ed in seguito alle osservazioni presentate
in forma scritta dai congressisti al presidente del congresso Prof. Nina Avramidou,
è risultato che la vulnerabilità del patrimonio architettonico
del 20° secolo è dovuta per lo più al fattore umano (incuranza, ignoranza,interventi
errati, vandalismi, conflitti di guerra, ecc.). E’ stata segnalata inoltre l’esigenza
di partecipazione e sensibilizzazione dei cittadini tutti e specialmente dei
giovani, iniziando dalla scuola di istruzione primaria. Un forte fattore di
rischio è connesso alla gestione inadatta del patrimonio culturale da
parte degli enti di tutela nazionali e locali, che va invece affrontata con
strumenti scientifici attuali e con programmazione gestionale su medio e
macroscala.
Non sono mancati momenti di gioiosa ospitalità e di viva cordialità
tra i partecipanti greci e stranieri, in due cene ufficiali offerte
rispettivamente dal Ministro dell’Egeo, Dr Aristotele Pavlidis e dai Sindaci
dei comuni limitrofi di kos.
Alla realizzazione del congresso hanno contribuito finanziarmene La Prefettura
del Dodecaneso, il comune di Kos, l’Ordine degli Architetti ed Ingegneri del
Dodecaneso ed in particolar modo la sezione di Kos, l’ Istituto Archeologico
dell’ Egeo e il CICOP Italia e CICOP Campagna, l’Onorevole Sig.ra Natel
Kypriotou. Gli atti del congresso saranno pubblicati entro l’anno da uno studio
di grafica di Atene, a cura delle due principali organizzatrici del Congresso
la Prof.ssa Nina Avramidou, e la Dott.ssa Aghelikì Giannikourì,
con l’appoggio finanziario della Cooperativa Costruttori di Modena (Italia).
Nina Avramidou
Aghelikì Giannikourì