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CAMERA
DEI DEPUTATI
XIV
Legislatura
INCONTRO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
SULL’AFFIDO CONDIVISO, 17 marzo 2004 (Resoconto a cura di
Massimo Arlotti )
Si e’ svolto il giorno 17 marzo scorso a Roma,
presso la Camera dei Deputati, un incontro sull’Affidamento
Condiviso e lo stato della Riforma, organizzato dall’on.Carla
Mazzuca (La Margherita). All’incontro, cui hanno partecipato
rappresentanti di diverse associazioni di genitori, tra queste
Crescere Insieme, erano invitati gli on. Paniz (FI, relatore del
p.d.l. 66) e Mantini (La Margherita, membro della Comm.Giustizia),
nonche’ il dott. Luigi Fadiga, consigliere presso la Corte
d’Appello di Roma e presidente della sez. Persona e Famiglia.
L’on.Paniz ha annunciato che il progetto di legge si trova alle
battute finali in Commissione Giustizia e si prevede che venga
licenziato entro marzo per passare all’esame dell’Aula. Ha
ricordato come questo risultato sia il frutto di un travagliato iter
durato 3 anni, necessario tuttavia a costruire un consenso da parte
di tutte le forze politiche, inizialmente tutte concordi sulla
necessita’ di modificare l’art.155 c.c. (“il problema non e’
ne’ di destra ne’ di sinistra, e’ di tutti”) ma non
altrettanto sulle specifiche soluzioni considerate. Ha infine
sottolineato come l’Affido Condiviso sia vigente nella quasi
totalita’ dei paesi europei (ultimi in ordine di tempo ad
adottarlo come via primaria di risoluzione del problema: Grecia,
Turchia, Russia e Portogallo). Ha, inoltre, esposto come l’attuale
progetto di legge stia riscuotendo il favore di molte istituzioni e
forze sociali, tra cui l’A.N.M. (Ass.Naz.Magistrati), la Chiesa
Cattolica, buona parte dei magistrati della Cassazione, Associazioni
e Riviste femminili (Donna Moderna) e soprattutto da parte di piu’
dell’80% dei cittadini italiani, secondo recenti sondaggi.
L’on.Mantini ha evidenziato come l’odierno assetto, che
vede la madre quasi sempre affidataria e il padre ridotto a
ufficiale pagatore e genitore del fine-settimana, ponga seri
imbarazzi anche dal punto di vista costituzionale. Occorre affermare
il diritto del minore ad avere entrambi i genitori. Tra le
innovazioni apportate rispetto al progetto originario, l’on.Mantini
ha rivendicato quella dell’obbligo di presentare un progetto
educativo “bigenitoriale” all’atto di
separarsi, nonche’ la possibilita’ che vi sia un assegno
perequativo accanto al mantenimento diretto.
Il presidente Fadiga, infine, si e’ soffermato sulla
situazione di quasi-collasso della giustizia civile italiana, con
particolare riguardo ai contenziosi familiari, vista anche la
crescente conflittualità. Pertanto saluta con grande favore la
Riforma come innovazione capace di sbloccare questo stato di cose,
oltre che di riaffermare con forza il fondamentale diritto del
minore alla bigenitorialità. Ha invitato a ricercare e a dare
importanza a metodi alternativi al giudizio per la gestione del
conflitto di coppia: secondo Fadiga la Mediazione familiare dovrebbe
divenire un passaggio obbligato prima di adire il giudice. Tra le
carenze dell’attuale progetto di legge, egli ha rilevato la
mancanza di adeguati finanziamenti per l’istituzione di sezioni
specializzate per la famiglia nei Tribunali italiani, cosa che può
- a suo parere - influenzare
negativamente l’attuazione della riforma stessa; inoltre pur
rilevando positivamente che il minore venga ascoltato durante il
giudizio, ha espresso la sua contrarieta’ a che l’ascolto
divenga mezzo di prova, come attualmente previsto dal progetto. Su
quest’ultimo punto molte associazioni hanno espresso il loro
consenso. A parte cio’, il dott. Fadiga ha espresso piena adesione
al progetto di Riforma.
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