UNA VALUTAZIONE DELLA VICENDA TUAREG


In sintesi, si tratta di una popolazione che nel corso dei secoli ha determinato un proprio modello di sviluppo e una propria identità culturale (di tipo nomade) strettamente legati all’ambiente saharo-saheliano in cui vivono e in contatto complementare con le popolazioni attigue (sedentarie o nomadi) e i loro rispettivi modelli di sviluppo.

E’ proprio nel legame con l’ambiente -naturale e sociale- circostante che trova spiegazione il nomadismo che caratterizza questa popolazione: nomadismo che significa soprattutto economia fondata sull’allevamento transumante affiancato dal commercio carovaniero e dunque una impossibilità di sedentarietà che ha pervaso e segnato ogni aspetto collettivo e individuale -sociale, culturale e personale- del loro vivere quotidiano.

La colonizzazione francese ha significato l’inizio del tramonto di questo modello di sviluppo nomade autoctono. Essa ha rappresentato il primo passo dell’imposizione dall’esterno di un modello di sviluppo diverso ed estraneo: quello di tipo capitalistico che caratterizza il nostro mondo "occidentale" e che si autoimpone per sopravvivere la pervasione di ogni spazio, economico geografico e sociale.

Le stesse successive fasi di decolonizzazione e creazione di Stati nazionali indipendenti, nella regione saharo-saheliana come in tutto il continente africano, sono episodi della sempre maggiore cooptazione di queste aree nel sistema economico mondializzato caratterizzato dalla dominazione delle economie forti dei Paesi industrializzati del Nord del mondo su tutte le risorse del pianeta.

Questo processo di subordinazione della regione all’economia mondiale ha significato per i Tuareg la sempre maggiore marginalizzazione del loro modello di sviluppo e del loro sistema sociale.
Esso ha creato dall’esterno una crisi, della società e della sua identità culturale, sviluppatasi in modo sotterraneo nel periodo coloniale e in modo sempre più esplicito e drammatico nell’attuale fase degli Stati indipendenti (che ha visto l’area geografica di pertinenza tuareg spartita tra 5 Stati: Libia, Algeria, Niger, Mali, Burkina-Faso).

L’introduzione di una modernizzazione forzata e avulsa dal loro ambiente ha progressivamente sgretolato le basi della loro economia e della loro società al punto da rendere questo popolo (che per secoli ha dominato il deserto e i suoi drammi) incapace di rispondere in modo valido al ciclo di siccità degli anni ‘70 e ‘80.

Questa tragedia è stata caratterizzata da una grave crisi economica con in certi casi l’azzeramento di ogni risorsa (soprattutto in termini di bestiame) e l’estirpazione del commercio carovaniero, da veri e propri esodi di massa (peraltro sempre all’interno dell’area), dalla caduta e sparizione di molti punti fermi del loro vivere, da determinate disattenzioni o a volte ostilità mostrate nei loro confronti dalle amministrazioni statali, da processi di sedentarizzazione forzata o di autosedentarizzazione.

Tutto questo ha provocato la nascita di un dibattito interno riguardo al loro stesso futuro e relativo alla possibilità e modalità di salvaguardia dell’identità culturale [vedi poesia].

Una delle conseguenze "tattiche" di tutto ciò sono state le ribellioni armate contro i governi del Mali e del Niger, conclusesi con accordi di pace che hanno a vario titolo riconosciuto attraverso forme di autonomia regionale la specificità dei Tuareg e il loro diritto a poter scegliere le direttrici fondamentali del proprio sviluppo.


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