UN INTERVENTO DI
Odile Hardy (Presidentessa) e Hama Ag Sid'Ahmed (Segretario generale)
dell'associazione franco-maliana "ARATANE N'ADRAR N'IFORAS"
(BAMBINI DELL'ADRAR DEGLI IFORAS)
L'Associazione Aratane ha raccolto i finanziamenti per la creazione della scuola comunitaria di Tin Zaouatene.
LA SCUOLA IN AMBIENTE NOMADE
APPRENDIMENTO TRADIZIONALE / SCUOLA
La scuola non deve sostituirsi alle forme tradizionali di educazione,
deve esserne complementare, usarle, utilizzarle, rinforzarle.
La scuola non deve essere una rottura con l'apprendimento familiare.
Non deve essere in contraddizione con l'apprendimento tradizionale (stare
attento a non insegnare ai bambini il contrario di ciò che li insegnano i
loro genitori, la famiglia).
La scuola non deve agire contro l'autorità parentale o famigliare.
L'insegnamento della scuola non deve essere in opposizione, in
contraddizione con l'insegnamento famigliare. Se si deve insegnare ai
bambini delle regole diverse di quelle date in famiglia, bisogna sempre
spiegare perché, porre la diversità dei contesti, ecc.
La scuola non deve essere soltanto un apprendimento astratto.
Dunque è importante mantenere una forma di apprendimento tradizionale a
casa, di reintrodurre l'apprendimento tradizionale a scuola.
Come?
Facendone parlare i bambini e parlarne ai bambini, parlando
dell'accampamento, della mandria, dell'organizzazione familiare, del
territorio, dei pascoli, del pozzo, delle stagioni, degli spostamenti,
del posto del bambino nella famiglia tradizionale...
Bisognerebbe fare entrare i genitori nella scuola tramite il linguaggio,
la parola; il maestro deve portare il bambino a verbalizzare, a raccontare
i genitori, l'accampamento, la famiglia, gli animali, i pascoli, il
territorio per dare ai genitori, alla famiglia uno SPAZIO astratto -
concreto nella scuola, nell'insegnamento, tramite il LINGUAGGIO, IL DISEGNO,
I GIOCHI, DELLE RAPRESENTAZIONI TEATRALI, i racconti, gli indovinelli, le
conte, i canti, i proverbi, sentenze, massime, racconti mitici, leggende,
epopee...
Bisogna anche -per i bambini nomadi- trovare il modo per permettere scambio
tra accampamenti e scuola : per esempio se il bambino facesse un disegno
raffigurando l'accampamento, il disegno sarebbe affisso a scuola; se il
bambino facesse un disegno raffigurando la scuola, questo disegno potrebbe
andare nell'accampamento, essere mandato ai genitori.
Bisognerebbe anche che i bambini nomadi potessero mandare ai loro genitori
rimasti nell'accampamento dei disegni, dei messaggi in tifinagh [l'alfabeto
tradizionale con cui viene trascritto il tamasheq, la lingua di ceppo berbero
parlata dai tuareg, ndr], e che i genitori potessero anche loro mandare dei
messaggi ai bambini.
QUALCHE PRINCIPIO DI BASE PER LA SCUOLA DI TIN ZAOUATENE
La scuola deve sviluppare le facoltà di osservazione, di
interrogazione (il bambino fa delle domande), di riflessione (il bambino
risponde alle domande che gli sono fatte).
Osservazione sistematica degli oggetti e dei fatti.
Resoconto delle osservazioni.
Nozioni di spazio e di tempo.
Cronologia degli stadi dell'azione.
Relazioni di causa a effetto a partire dalle attività quotidiane.
IL PERCHÈ E IL COME DELLE COSE
Bisogna incoraggiare il bambino a esprimersi, a raccontare, a spiegare.
Così la sua parola prende importanza, affinché egli possa acquistare la
propria identità, riconoscerla, e quindi acquistare fiducia in se stesso,
nelle sue capacità. Per aiutarlo a diventare un uomo responsabile, libero
delle sue scelte.
Spiegare al bambino il posto diverso che ha la parola a scuola e nella sua
famiglia, dove il bambino è spesso costretto a tacere in presenza degli
adulti, in rispetto delle regole famigliari.
Il maestro non è un adulto come gli altri. La libertà che i bambini devono
acquistare con il maestro, nell'aula, li dispensa di rispettarvi le regole
famigliari di comportamento. Le regole della scuola non devono entrare in
conflitto con quelle familiari.
La scuola ha per scopo di EDUCARE (secondo l'etimologia educare significa
"fare uscire da").
Si tratta quindi di permettere al bambino di esprimere le ricchezze che
possiede naturalmente in se, le sue capacità, questo con l'aiuto benevolo
dell'insegnante, che è solo un maestro, una guida. Il maestro è presente
per aiutare il bambino grazie alla sua propria esperienza e alle sue
conoscenze.
Non si tratta di inculcare stupidamente ai bambini quantità di conoscenze,
di cui una gran parte sarebbe inutile o inadeguata per il loro futuro.
Bisogna insegnare ai bambini a APPROPRIARSI DELLA LORO SCUOLA, a diventarne ognuno responsabile, incoraggiando e guidando le iniziative personali (non troppo dirigismo, ma iniziative inquadrate, dove ognuno può dare le sue idee e dopo i bambini scelgono tutti insieme con il maestro), facendo fare a loro stessi:
Insegnando loro a diventare responsabile della loro scuola, si andrà quindi per estensione sulla via del civismo; così il bambino potrà stendere la sua responsabilità al suo villaggio, al suo accampamento, al suo distretto, alla sua regione, al suo paese.
Insegnare ai bambini lo spirito di squadra, creando gruppi, responsabili
di una faccenda, gruppi che non siano concorrenti, ma solidali,
incoraggiando nello stesso tempo lo spirito di emulazione tra gruppi
(contribuisce a sviluppare lo spirito civico).
Stabilire obiettivi da raggiungere. Incoraggiare lo sforzo valorizzando i
risultati ottenuti. Quindi i compiti non devono essere presentati come
obblighi, "corvè", ma come valorizzazioni individuali.
La scuola deve essere vissuta come un piacere, una felicità di
imparare e di fare, nella responsabilità liberamente accettata
e capita.
La scuola non deve essere vissuta come sopportata, imposta dall'esterno,
da uno Stato (o una regione) vissuto come oppressore.
Non deve neanche essere vissuta come un regalo cascato dal cielo, di cui
non si deve prendere cura perché costruita con soldi arrivati dall'estero.
Sarà bene di fare prendere coscienza ai bambini che la loro scuola
è il risultato della lotta condotta dai combattenti per ottenere il
diritto di costruire questa scuola, di dar loro un'educazione e una scelta per
il futuro; che questa lotta - giusta - è stata ed è sostenuta
da amici esterni, di cui quelli che hanno finanziato e aiutato la scuola.
Farli prendere coscienza che devono onorare e rispettare questa lotta e
prenderne conto.
ACCOGLIENZA DEI BAMBINI NOMADI
Perchè non chiedere ai bambini del villaggio di "prendere cura" -con la propria famiglia- di un interno, anche se lui dorme a scuola. Creare legami.
LE MATERIE INSEGNATE
Alternare le attività guidate e le attività autonome e
silenziose.
Apprendimento della scrittura: gli alunni devono scrivere più volte
al giorno, tutti i giorni, ma durante tempi non troppi lunghi. Fare
alternare le attività di scrittura con altre.
Fare alternare le attività molto guidate con attività di
espressione libera.
Riservare momenti brevi ma regolari nella giornata all'apprendimento della
memoria: conoscenze da imparare a memoria: alfabeti, tabelline, poesie,
canzoni, regole di vita...
Utilizzare i giochi per rendere gli apprendimenti piacevoli.
Programma essenziale: LEGGERE, SCRIVERE, CONTARE.
UNA SCUOLA ALLA SCOPERTA DEL MONDO
L'insegnamento generale può seguire un'evoluzione dal locale
al periferico, dal vicino al lontano, dal meglio conosciuto al poco
conosciuto.
Partire da ciò che conosce il bambino, il suo ambiente
locale, per andare a poco a poco verso ciò che gli è
più estraneo.
Combinare e addomesticare un'apertura progressiva sul mondo esterno.
Le materie insegnate si appoggeranno in un primo tempo su ciò che conoscono i bambini: